Il cimitero dei consulenti (AKA la bellezza dell’ IT in Italia)
November 14th, 2008 by AndyCapp
Repost, con amore dedicato a Giuseppe Cubasia
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Oggi voglio fare un giochino tipo SecondLife, che va tanto di moda.
Immaginate di essere un qualcuno come me, un informatico di professione, che lavora nell’ IT da poco più di dieci anni.
Non sono un fenomeno, ma insomma un qualcosa l’ho fatto in carriera.
Un bel giorno per motivi vostri, siete stanchi, volete avere 14 mensilità e la mutua, vostra moglie è incinta, ecc decidete di abbandonare la libera professione è di mettervi sotto padrone.
Partiamo dal presupposto che una figura del genere ha un pregresso, che gli permette di campare: in primis un parco clienti e poi un reddito più o meno assodato, facciamo per non esagerare in un senso o nell’altro, pari ai 27000 euro anno come da studio di settore, grosso modo pari ad un 40/45000 euro di fatturato.
Vi preparate un bel CV, lo guardate e magari pensate che non dovrebbe essere complesso trovare un lavoro da qualche parte, come sistemista senior o security manager o anche it manager in un ced di medie dimensioni.
Dopo di che andate a vedere cosa offre il mercato IT in Italy.
Se come me abitate in una piccola città come Bologna noterete subito che qui grosse realta aziendali sono poche anzi pochissime…10/15 forse le SpA che hanno un loro CED interno, il resto sono ditte da 15/20 dipendenti.
Poco male, perchè magari siete anche disposti a trasferirvi.
Iniziate la riffa della ricerca di un posto di lavoro, da buon informatico ovviamente sui siti specializzati (userò monster come esempio)
Prima pugnetta: la percentuale di assunzioni rispetto ai contratti co.co.pro è risibilmente bassa.
Ora io non ho nulla contro i co.co.pro in sè, anzi se usati come dovrebbero sono senz’altro un interessante strumento per creare posti da un lato e abbassare il costo del lavoro dall’altro.
Il problema è che l’italica furbezza li ha trasformati de facto in un alternativa sleale all’assunzione, e nel 90% dei casi chi lavora a progetto non lavora su di un progetto, ma si fa le sue belle otto orette come un qualsiasi TI in ufficio.
E’ un modo illegale e vergognoso di sfruttare le persone, ed una biechissima maniera di scaricare i rischi d’impresa dall’azienda al lavoratore.
Se poi non bastasse, la diffusione a macchia d’olio di questi contratti (o meglio dell’uso che di tali contratti si fa) da un lato riempie di occupati le statistiche ministeriali, dall’altro induce chiaramente una recessione, in quanto nessuno può pianificare, senza la certezza del lavoro, investimenti nel medio/lungo periodo (una casa ad esempio, ma nemmeno un automobile se non sapete che farete tra 4 mesi)…se poi volete ridere provate a chiedere un mutuo sventolando un contratto a progetto.
La mobilità del lavoro, già scarsa in italia per un mercato immobiliare che ha del ridicolo è ancora più frenata dal precariato: personalmente mi avevano offerto un bel lavoro in quel di Roma: contratto a progetto durata un anno…e la casa? Che avreste fatto voi ?
Si suppone che alla bella età di 36 anni non viviate sotto un ponte o dalla mamma…vendete la vostra casa per comprarne una in altra citta? Disdicete il contratto d’affitto della vostra per affittarne una nell’Urbe ? E se tra un anno il progetto non è rinnovato che fate? Andate davvero sotto un ponte.
Ma torniamo un attimo agli annunci in se: il tipico annuncio qui è
Azienda giovane leader nel settore cerca $blblaba
Skill richiesto $fuffafuffa
Si offre contratto a cocopro/tempodeterminato/tempo indeterminato
Retribuzione adeguate alle reali esperienze capacità del candidato
Vi sorgeranno spontanee alcune domande
- Chi cazzo siete ?
- Cosa diavolo dovrei fare?
- Lavoro da voi internamente o mi rivendete a $pippo ?
- Quanti soldi pensate di darmi ?
Se pensate che la stia buttando in ridere, quardate un esempio reale
Se invece di ridere volete piangere e sbattere la testa nel muro questo è un esempio di annuncio in Inghilterra
Additional Information
Località: E149TU
Contratto: Full Time, Tempo Indeterminato
Codice Riferimento: SG27594A5
Categoria Professionale: Information Technology
Stipendio: 35,000.00 - 47,500.00 GBP /anno
Bonus + Bens
Magari non vuole dir nulla, per carità, ma se non altro vi potrebbe evitare di fare un bel viaggetto a Roma o Milano per sentirvi offrire 1500 euro al mese lordi in cocopro (e ho sentito ben di peggio).
Altra carinissima abitudine tutta made in Italy: le vostre richieste scompaiono nel nulla…
Magari no, ma magari avete aspettative, magari altre alternative, magari anche chissà, un etica del lavoro; e state lì ad aspettare una risposta, anche negativa…
Zero, niente, nulla…fagocitati da un bel database (che non si sa mai) i vostri CV si dissolvono misteriosamente.
Abbiamo parlato sopra dell’Inghilterra, questa è ua cortese risposta di rifiuto, mandata dopo tre giorni tre, non dopo sei mesi, di una ditta francese
Monsieur,
Nous avons bien reu votre candidature et sommes sensibles l’intrt que vous manifestez pour Unilog.
Aprs avoir examin avec attention votre dossier, nous avons le regret de vous informer que nous ne pouvons lui donner une suite favorable, notre choix s’tant port sur d’autres profils correspondant plus prcisment ce que nous recherchons.
Ceci ne remet nullement en cause la qualit de votre profil et nous vous souhaitons d’aboutir rapidement dans vos dmarches.
Nous vous prions de croire, Monsieur, en l’expression de nos sincres salutations.
In ultimo chiuderei con i prezzi.
Conseguenza sia della scarsa importanza che si da alI’IT nel Bel Paese sia di un mercato fortemente inquinato e dai mille passaggi (altra conseguenza della sparizione delle assunzioni dirette) gli stipendi sono molto, molto più bassi della media europea.
In una prestigiosa università romana mi sono stati offerti 30000 euro all’anno per un posto da sistemista senior, che fanno grosso modo 18000 netti (senza pensare che se poi il contratto non viene rinnovato il vostro vecchio parco clienti è già andato in marina)
Durante un colloquio per un posto di IT Manager in una nota SpA del bolognese, non dico che quando ho chiesto 40000 euro lordi siano svenuti, ma poco ci è mancato.
Ma ho visto di molto peggio, una ditta di Imola mi ha offerto 90 (non è un errore novanta) euro al giorno per tenere un corso di Linux di otto ore !!
E potrei continuare, come molti colleghi potrebbero dirvi.
All’estero in posizioni analoghe, stipendi nell’ordine dei 50/60000 euro e assunti sono la normalità.
Insomma, precarietà, incompetenza e prezzi bassi; che dovete fare alla fine ? Accontentarvi no, primariamente perchè scendere a compromessi fa solo il gioco di chi vi vuol sfruttare e secondariamente perchè se si cambia lavoro questa scelta deve essere migliorativa, non peggiorativa.
Non ho una vera risposta, ma la triste sensazione che, a meno di emigrare, non ci resti che rimanere consulenti a vita, fino all’andare a testa bassa verso il cimitero dei consulenti, come i buoi di Tonino Guerra
Category: Chiedetemi se mi manca l'italia, New life in UK, bologna | 1 Comment »