Tornato a casa, con la curiosa sensazione che avrei fatto meglio a stare qui, e con la certezza un pò triste di sapere che io ci sia o meno non importa grosso modo a nessuno.
Prima di partire ho fatto, come tutti credo, il giro dei posti e delle persone a cui tenevo.
La Mamma, offrendomi un Campari, mi ha detto: “Adesso Max, anche tu imparerai che straniero è una parola pesante. Capirai quanto è pesante dopo che lavori, che paghi tassse, che figli nascono e studiano qui, capirai che dopo tutte le cose che fai tu sei solo straniero”
Ho aspettato cnque mesi prima di scrivere la sue parole (un po per lo stupore di un kossovare che offre da bere ghghghg) per rendermi conto se si davvero fosse vero.
Ed è vero, sei straniero nei pub e nei bus, sei straniero quando affitti una casa, sei straniero sempre comunque ed ovunque.
Non importa sei fai il manovale, lo spazzino, il DJ, l’ingegnere: se bevi insieme, se parli di calcio, se paghi il tuo round: voltate le spalle torni subito a fucking Italian.
E prima di tornare un’altra straniera, la mia manager portoghese, mi ha chiesto se fosse la prima volta che tornassi a casa.
“Starai male, perchè è naturale che tu ti aspetti festi, sorrisi e gente contenta di vederti”
Ed io ristetti
“Quanti ti hanno telefonato in 5 mesi?”
“…”
“Un sms?”
“…”
“Tu ha fatto la tua vita, loro la loro…non ti aspettare niente di niente, non ti aspettare amici all’aeroporto, non ti aspettare inviti e tempo libero…avrai solo oglia di tornare qui, ed in fretta”
Non so se ci sia un senso od una morale, ma stavolta non ho duvuto aspettare cinque mesi per scriverlo
Giovannino Guareschi, in un passo che mi piace moltissimo, scriveva di come una volta in Romagna, quando si vuoleva costruire un nuovo paese “per prima cosa si fa la statua di Garibaldi e poi di fronte la chiesa, perchè non c’è gusto ad essere socialisti se non si può fare dispetto al prete…”
In quegli stessi anni a Bologna, se si voleva fare un bar, per prima cosa si mettevano i biliardi, e poi ci si costruiva il bar intorno
Questo per dire che da noi le boccette sono una cosa seria.
E sempre in quei tempi cosi belli felici eccetera, narra la leggenda che il famoso campione di biliardo Carletto Bracciodoro(1) si presentasse in casa della futura sposa appunto per domandarla in moglie.
Il padre di lei, che dal’uscita seguente possiamo immaginare come un severo bolognese vecchio stampo dal sopraciglio inarcato e dal sarcasmo pronto, squadrando il giovannotto gli chiede alla brutta: “E lo ragazel, sa fel in dla vetta?”
“Me? Me in tri balen a fag du filut!”
Questo bel preambolo per dire che ieri
a)ho preso un altra certificazione
b) la ditta mi ha regalato un viaggio in italia
c) non è andata come volevo
ma se due su tre bastano per un matrimonio, beh dai non mi posso lamentare!!
(1) Un giorno, lo penso da tanto, devo scrivervi qualcosa sui sopranomi dei giocatori di biliardo, veri e propri nickname ante litteram, atvar da crestente e mortadella, spesso piu conosciuti del nome vero.Personalmente Carletto “Bracciodoro” (che ho visto giocare ma ormai vecchio) sta ai primi posti delle mia classifica personale, vicino a Gabriele Cariani “Il cattivissimo” ed all’inarrivabile ferrarese Lizzi, “Il mangiabirilli”
Non ricordo bene come ci sono arrivato, ma girellando per blog ieri sera ho letto di una ragazza che si lamentava del quiz di ammissione all’università di Bologna.
Tra le cose sacrosante che ha detto una però mi ha fatto davvero sorridere
…sapere se, a New York, la decima strada incrocia la quarta, credo sia possibile soltanto se si vive a New York…
Ripropongo la domanda ai miei venticinque lettori (e non googlate)
PS Cecii, non te ne avere, capita nei test di andare nel pallone totale
Vito alla Cirenaica?
Nah, casa Danieli a Ashford, mica pugnette!!

Ovunque tu sia adesso, spero che si mangi bene come da te.

Un lettera d’amore e di speranza al quartiere Bolognina da parte dello SPAZIO SOCIALE XM24
Cara Bolognina, prima di andare in vacanza volevamo fare un paio di riflessioni.
La prima riguarda il rapporto che in questi sette anni abbiamo instaurato con tutti voi.
La scuola d’italiano per migranti, un internet point gratuito 24 ore su 24, la ciclofficina, gli sportelli informativi sul diritto al tetto, il mercatino biologico dei contadini, le cene bio-sostenibili, le iniziative con i bambini, le mostra d’arte, i concerti … tutte attività che dovrebbero normalmente accompagnare la vita di una città, e che negli ultimi anni sembrano invece essere diventate “elemento di disordine pubblico”.
Pare infatti che a Bologna si debba ormai solo lavorare e al massimo “fare shopping”… sempre che, dopo aver pagato tasse, affitto e bollette ,lo stipendio ancora lo permetta !Lo sappiamo, cara Bolognina, che a volte abbiamo disturbato col nostro rumoreggiare fino a tardi (anche se sappiamo bene non potremmo mai reggere il confronto con gli aerei che dal Marconi sovrastano i tuoi cieli almeno ogni mezz’ora).
Con questo messaggio volevamo aprirci un’ennesima volta al dialogo : capire dove sbagliamo per poter costruire insieme soluzioni condivise.La seconda riflessione riguarda gli attacchi che abbiamo dovuto subire in quest’ultimo periodo : i servizi del Resto del Carlino, inventati a tavolino, il presidio pre-elettorale del fascista Galeazzo Bignami, esponente di Alleanza Nazionale, le continue accuse di contribuire a un disastro sociale di cui noi siamo invece i primi a farne le spese.
Questi sono solamente dei modi per provocare la solita “guerra tra poveri”.
La medesima modalità subdola che la ricca classe politica bolognese mette in campo per raccogliere voti in periodo di campagna elettorale.Se la Bolognina ha tutti questi problemi (spaccio, sporcizia, pericolosità) la colpa è delle istituzioni che hanno abbandonato il quartiere per anni, finchè non sono riusciti a svendere al miglior offerente che ora farà dell’area dell’ex-mercato un altro investimento speculativo.
Come ogni anno abbiamo finito le nostre attività già da un mese e come sempre le riprenderemo a Settembre.
Siamo tutti volontari e creiamo socialità perché ci piace farlo !
Il presidio/burla di AN non ci ha di certo costretto chiudere! Come invece recita un subdolo volantino che in questi giorni gira per il quartiere (Bolognina non credere a chi ti inganna per ottenere qualche voto in più ).A CHI VUOL ACCUSARCI DI DEGRADO, NOI RISPONDIAMO CON LA SOCIALITA’.
LIBERI DI ESSERE. LIBERI DI ESISTERE. FATELO CON NOI.
A PRESTO SPAZIO SOCIALE XM24
In questa settimana si sono svolte le storiche corse di Ascot, dove, come ognun sà, le signore si metono in tiro assurdo e sfoggiano capellozzi ancora più assurdi (gli uomini lasciamo stare, la più parte non supererebbe un normale dress selector a Riccione, ma qui l’eleganza è una cosa molto relativa).
Praticamente ad ogni stazione tra Londra ed Ascot (che per la curiosità dei miei venticinque lettore è la linea su qui mi muovo) si vedevano gruppi di ragazzotte lucidate al burro (e lubrificate a champagne, ma queste son altre storie).
A me facevano il curiosissimo effetto del cambio della quindicina
Chissà se qualche linea della Metroline arriva fino a Via delle Oche ?!