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quando hai dato troppo devi andare, fare posto

Archive for the 'bologna' Category

RIP Max

April 27th, 2009 by AndyCapp

Once upon a time there was a tavern
Where we used to raise a glass or two
Remember how we laughed away the hours
And dreamed of all the great things we would do

Those were the days my friend
We thought they’d never end
We’d sing and dance forever and a day
We’d live the life we choose
We’d fight and never lose
For we were young and sure to have our way.

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Ragu alla Bolognese: foto racconto per aspiranti felsinei

January 11th, 2009 by AndyCapp

Il ragu alla bolognese, tragicamente associato agli Spaghetti alla Bolognese, è un tipico condimento per la pasta, preferibilmente all’uovo (tagliatelle in testa) e con un po di fantasia anche alla secca, maccheroni e gramigna (e NO non spaghetti)

Farlo non è difficile, richiede solo un po di esperienza e tempo libero.

Ingredienti

500g di trito (maile, manzo, un misto dei due o manzo piu salsiccia fresca)
400g di pelati o passata
1 cipolla bianca piccola
1 gambo di sedano
1 carota
1 bottiglia di vino
1 sale pepe zuchero

Ragu
Ragu

Preparazione

Tritate finemente la cipolla, il sedano e la carota

Ragu

Unite tutto insieme e magari date una altra passatina al coltello (se siete pigri va bene robot da cucina;
questa è una base per molti sughi e arrosti, potete anche farne un po di più e surgelarla)

Ragu

In un tegame mettete un poco di olio, fate andare a fuoco vivo e quando è caldo buttate il trito.
Mescolate con un cucchiaio di legnofino a quando la cipolla non è dorata.

Ragu

A questo punto aggiungete la carne, e mescolate sempre, senza abbassare la fiamma

Ragu

Guardate sotto: la carne perde acqua nella cottura.
Il tuo compito, giovane Jedi, e di fare asciugare la carne, senza bruciarla.

Ragu

Quando sara asciutta aggiungi un bicchiere di vino (un bianco secco va benissimo, io avevo solo il Chianti in casa) e mescolate ancora fino a quando la carne sarà ascigata di nuovo.

Ragu

Il più è fatto!! Aggiungete la passata di pomodoro (o come me i pelati fatti a pezzetti), salate e pepate( se vi piace) e aggiungete un pizzico di sale. Mescolate bene il tutto ed abbassate la fiamma al minimo.

Da qui in poi deve solo bollire il più dolcemente possibile

Ragu

Incoperchiate lasciando uno spiraglio (si lo so che sto usando un coperchio forato, ma chi sono io per fare diverso da come faceva mia nonna??

Ragu

Ok, prendete nota del tempo, quello che resta della bottiglia di vino ed andatevelo a cucciare da qualche parte (il vino!)
Mescolate ogni mezzoretta e contrallate che bolla sempre al minimo.

Ragu

Qui è solo esperienza ed assaggi…deve bollire più o meno tre ore

Ragu

Et voilà, un ragù degno della Gigina ;)

Ragu

Ultimo consiglio. Per surgelarlo usate contenitori alimentari piccoli, o anche barattoli di yougurt…fanno due porzioni.
Se lo volete cosumare prima, diciamo entro qualche giorno, mettetelo in un barattolo di vetro, lasciate un paio di centimetri di spazio tra il ragu ed il bordo, chiudete e rovesciatelo.
Un volta rafreddato si conserverà a temperatura ambiente per almeno una settimana.

Ragu

E adesso, col vostro permesso, vado a farmi due tagliatelle

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Il Friggione Bolognese in 10 semplici mosse

January 5th, 2009 by AndyCapp

Il Friggione Bolognese è un piato tipico della cucina povera emiliana.
Sostanzialmente è uno stracotto di cipolle bianche e pomodori.
La ricetta originale è depositata presso l’Accademia Italiana della Cucina

Vediamo come prepararlo facilmente in poche ore ;)

Ingredienti (x4 persone)

  • 1 Kg Cipolle bianche
  • 400g Pomodori pelati
  • Olio, aceto, zucchero, sale

Preparazione

1) Affettate finemente le cipolle

Friggione Bolognese

2) Fatele andare in padella a fuoco medio per 5 minuti, mescolando bene

Friggione Bolognese

3) Quando la cipolla imbiondisce, salare e aggiungere un bicchiere d’acqua e abasssare la fiamma al minimo

Friggione Bolognese

4) Incoperchiare lasciando uno spiraglio

Friggione Bolognese

5) Lasciatele cuocere per un ora circa,mescolando di tanto in tanto

Friggione Bolognese

6) Sminuzzate un barattolo di pelati

Friggione Bolognese

7) Passa il tempo quando ci si diverte

Friggione Bolognese

8) Le cipolle ora si presentano traslucide e hanno perso molto volume

Friggione Bolognese

9) Aggiungete i pomodori, aggiustate di sale, aggiungete un cucchiaino di zucchero e (se vi piace) uno spruzzo di aceto

Friggione Bolognese

10) Lasciate cuocere per un ora, aggiungete un giro d’olio, mecolate delicatamente e lasciate cuocere per altri 15 minuti

Friggione Bolognese

Et voilà il nostro friggione.

Si accompagna bene, anche a temperatura ambiente, con le carni bianche ed i bolliti

Buon appetito!!

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XM24: un mercato del biologico che mette in contatto chi consuma e chi produce.

December 17th, 2008 by AndyCapp

Domani sera, giovedì, se la serata bolognese sarà, come accade facilemte di questi tempi, umida e fredda, mentre tornate a casa dopo il lavoro e cercate velocemente il supermercato più vicino, fate una deviazione: nei pressi della stazione, precisamente in Via Fioravanti 24, varcate i cancelli del centro sociale XM24. Il piazzale esterno di questo storico spazio autogestito si anima di voci e colori ogni giovedì dalle 17,30 in poi, se ci si avvicina per curiosare e capire cosa sia questo fermento si scopre un mercato vivo e pulsante nel cuore della città. Un mercato vecchio e nuovo, che si rifà ai sapori di una volta attraverso il “nuovo” concetto di biologico. Un mercato nuovo dal cuore antico Il mercato agro-orto-frutticolo del giovedì, è ormai una consolidata e tipica realtà di Bologna. Il mercatino dei prodotti biologici di XM24 nasce dalla collaborazione tra questo spazio e un gruppo di contadini che vive e produce nei dintorni della città. I prodotti del mercato sono biologici e legati al territorio, con tutto ciò che questo comporta, a partire dal ritorno al consimo dei prodotti stagionali, quelli prodotti dall’agricoltura locale, secondo i ritmi di una volta, ma portati ai consumatori da giovani contadini che hanno scoperto una passione nuova per dedicarsi a questo tipo di attività. Frutte e verdure, miele e biscotti Si possono trovare frutta e verdure, formaggi, miele e marmellate, pane, pizza, vino, biscotti. Quando si viene qui la prima volta si capisce subito che non è un luogo anonimo e fare la spesa diventa un’esperienza diversa. Una volta in questo spazio c’era il vecchio mercato ortofrutticolo e dei tempi andati si recupera l’atmosfera, ci si muove tra i banchi, si parla con la gente in fila che aspetta, ognuno con il suo numeretto di cartoncino scritto a mano; si chiacchiera con i venditori, ci si informa su come si cucinano le foglie di senape, quale tipo di zucca è migliore per il risotto, le opinioni e le idee si librano nell’aria fredda. Chi produce quello che magiamo Attraverso la vendita diretta possiamo conoscere chi produce quello che mangiamo, chiedergli informazioni su come lavora e sulle caratteristiche dei suoi prodotti. Non più alimenti che vengono da migliaia di chilometri di distanza, tenuti in celle frigorifere per giorni e giorni, prodotti con metodi sconosciuti in zone sconosciute, con altissimi costi in termini di utilizzo delle risorse e di inquinamento ambientale. In questo mercato non c’è una clientela tipica, ma varia: signore di una certa età e giovani, famiglie bolognesi e non, migranti. Un bicchiere di vino, con un pezzetto di torta rustica Girando tra i 21 espositori presenti si avvicina l’ora dell’aperitivo e si scopre muovendosi tra le verdure variegate come sia possibile comprare un bicchiere di vino con un pezzetto di torta rustica, così – oltre che mercato – questo spazio diventa piazza, luogo di incontro e di svago, una vera e propria agorà. Il mercato nasce diversi anni fa e i banchi erano pochi, oggi sono aumentati. L’assemblea mensile decide se accettare o meno nuovi produttori, bisogna prima visitare l’azienda, conoscersi a fondo. In questi luoghi può allestire banchi solo chi è un produttore diretto, si tratta di famiglie o piccole aziende che hanno scelto di vivere in campagna. Solo un terzo dei posti sono concessi ai trasformatori come fornai o pasticceri. Tutti gli ingredienti devono essere biologici al 100%, è accettata (e richiesta) l’autocertificazione e solo il 10% dei banchi è riservato a chi vende prodotti non alimentari (detersivi, saponi, detergenti). Prezzi inferiori ai negozi biologici I prezzi al mercato di via Fioravanti sono inferiori ai negozi del biologico, nascono da un confronto fra i produttori e sono bloccati per tutta la stagiona produttiva. E’ utile leggere il regolamento per i produttori agricoli per rendersi conto della serietà nel perseguire i vari obiettivi. Saltando i diversi passaggi che le merci devono sostenere per arrivare alla grande e piccola distribuzione, si eliminano costi ulteriori che vanno a gravare sul prezzo, quindi la vendita diretta permette ai produttori di ottenere una retribuzione più equa del loro lavoro e ai consumatori di acquistare prodotti freschi e di ottima qualità a prezzi convenienti. L’associazione CampiAperti Di tutto questo si occupano i partecipanti costuitisi in associazione (www.campiaperti.org). Il presidente dell’ associazione, Michele Caravita, ci dice che, nonostante il difficile momento economico, il mercato è pieno di gente “anche più di prima, in generale il biologico e in particolare questi mercati di vendita diretta, non hanno subito calo di presenze”. Ora i mercati sono tre C’è sempre la fila il giovedì sera all’XM24 e Caravita prosegue dicendoci come siano addirittura alla ricerca di nuove aziende da inserire, “perchè la domanda è davvero forte, mi ricordo che all’inizio chiudevamo da Natale a maggio, ora, nonostante i prodotti in inverno siano di meno, il mercato è costantemente pieno”. L’interesse è in crescita e lo dimostra il fatto che l’appuntamento è triplicato. L’Associazione CampiAperti, infatti, attualmente gestisce tre mercati settimanali di produttori biologici a Bologna. Il più vecchio e consolidato mercato è quello dell’XM24, da cui si sono sviluppati il mercato del VAG61 (in via Paolo Fabbri 110, tutti i martedì dalle 18 alle 21) e recentemente il mercato del Quartiere Savena (in via Udine tutti i venerdì dalle 17.30 alle 20).

Da http://www.ilsalvagente.it/

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*/IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA BANDA DELLA “UNO BIANCA”./*

December 16th, 2008 by AndyCapp

*/MARTEDI’ 23 DICEMBRE 2008 ALLE ORE 15,00/*

*/Ritrovo in via della Beverara 123, nel piazzale del Museo della
Civiltà Industriale,/*

*/ a fianco della passerella sul canale Navile, ubicata di fronte alla/*

*/ FORNACE GALOTTI, LUOGO DELLA STRAGE DI VIA GOBETTI, /*

*/ nel 18° anniversario dell’uccisione dei nomadi Patrizia della Santina
e Rodolfo Bellinati,/*

*/incontro di preghiera e dialogo fra le persone partecipanti/*

*/IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA BANDA DELLA “UNO BIANCA”./*

*/ In caso di maltempo l’incontro avrà luogo all’interno della Sala
Auditorium del Museo. /*

*/“TATINO E PATRIZIA / GUIDATECI VOI SULLA STRADA / DELLA GIUSTA
RIVENDICAZIONE / DEI DIRITTI DI TUTTI / COLPITI DA MANI FRATRICIDE //*

*/ IN QUEL MATTINO / DEL 23 DICEMBRE 1990”/*

*/ (Testo della lapide scoperta il 23 dicembre 1994)/*

*/INTRODURRÀ:/*

*/Paolo Bernagozzi, presidente della Commissione Verde e Sport del
Quartiere Navile/*

*/PREGHIERA DI:/*

*/Monsignor Giovanni Catti, Padre Ionna Rimboi della Parrocchia
Ortodossa Romena di Bologna, Don Nildo Pirani Parroco di S. Bartolomeo
della Beverara, Don Davide Zangarini Viceparroco di S. Girolamo
dell’Arcoveggio,/*

*/DIALOGO FRA I PRESENTI /*

*/AL TERMINE VERRÀ DEPOSTA UNA CORONA DI ALLORO/*

*/ DEL COMUNE DI BOLOGNA – QUARTIERE NAVILE AL CIPPO CHE RICORDA/*

*/PATRIZIA DELLA SANTINA E RODOLFO BELLINATI /*

*/SARANNO PRESENTI:/*

*/I parenti delle Vittime; i genitori di Federico Aldrovandi; il
Coordinamento Migranti di Bologna e Provincia; l’Associazione Aven
Amenta; Claudio Mazzanti, presidente del Quartiere Navile; Antonia
Dattilo, presidente dell’Opera Nomadi di Bologna; Leonardo Barcelò ,
consigliere del Comune di Bologna; Raffaella Ferri, vicepresidente del
Quartiere Navile; Rossella Giordano, consigliera del Quartiere Navile;
Mario Rebeschini, giornalista e fotografo; Claudio Santini, giornalista;
Dante Longarini, vicepresidente del Comitato Antifascista del Navile;
Sauro Ballardini, segretario ANPI Corticella; Luciano Michelini,
presidente ANPI Lame; Armando Sarti, presidente ANPI Bolognina, che
condurrà l’incontro. /*
________________________________________

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lettera dell’xm24 al quartiere

November 28th, 2008 by AndyCapp

Caro Ex-Mercato 24,
sono tuo vicino ormai da quasi sette anni e per lungo tempo mi sono
chiesto com’è che il Comune non vi avesse già fatto chiudere : con i
vostri festini e i vostri mercatini, con i vostri cani e i vostri
camper, con quell’ aspetto poco rassicurante che spesso ho pensato
eravate proprio brutti,sporchi e cattivi..
Allora un giorno mi sono detto : <<Bene! Oggi glielo vado proprio a
dire! Io mica mi nascondo dietro ad un articolo di giornale scritto da
qualcun altro! Io ho il coraggio di entrare là dentro e di cacciarli con
le mie mani!>>.
Come sono arrivato davanti al cancellone bianco ho però visto gente
diversa da quella che vedevo uscire ed entrare tutti i giorni. Non erano
i  soliti brutti ceffi, era gente normale.. anzi, erano i miei vicini di
casa che andavano a fare la spesa! Ma come, mi sono chiesto, cosa
comprano qua dentro? Droga?
Allora sono entrato, e ho visto contadini con le loro bancarelle ,
bambini che giocavano con quei cani che io ho sempre pensato erano così
sporchi..
Ho visto la Bolognina che esce di casa e beve, mangia, parla.. Ho visto
la Bolognina che non si chiude in casa per paura dei violentatori e
degli spacciatori, ma che si riprende il suo quartiere!
C’era anche gente che faceva dei corsi di lingue, di fotografia, di
informatica.. Gente che faceva teatro, musica, circo.. Gente che
assisteva a conferenze, a proiezioni, a concerti..
E allora mi sono avvicinato al bancone del bar, e ho iniziato a parlare
con “quelli brutti, sporchi e cattivi del centro sociale” e ho visto che
sono persone come me, che studiano, che lavorano, che amano la Bolognina
come me???
Caro Ex-Mercato 24, grazie di avermi fatto capire che l’unico modo che
ha questa città  per sconfiggere il degrado è fare socialità, riempire
le strade e le piazze lì dove ora c’è solo la vera brutta gente e la
polizia..
Senza avere paura, magari anche facendo un po’ di rumore..

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Siamo tutti più poveri

November 27th, 2008 by AndyCapp

La giornata del 26 novembre l’intera città di Bologna si è svegliata alle prime luci dell’alba un po’ più povera. Alle 6.30 la polizia, su mandato della magistratura, mette i sigilli al laboratorio Crash, uno spazio sociale di autorganizzazione e autogestione dal basso di bisogni e desideri.
Se la magistratura si è assunta questa responsabilità politica di bloccare le attività del laboratorio Crash, ugualmente responsabili di questo azzeramento, almeno temporaneo, di un percorso di costruzione dal basso di libertà sono gli amministratori della città che in questi anni si sono sistematicamente sottratti al confronto con chi ha posto l’esigenza di trovare uno spazio adeguato per un’esperienza di autogestione e autorganizzazione.
Dopo l’aggressione di Piazza della Mercanzia, dopo l’ordinanza sul Pratello, lo sgombero del laboratorio crash rappresenta un ulteriore passaggio verso una città vetrina in cui la merce possa esercitare il suo dominio incontrastato.
Bologna ha bisogno di nuovi spazi, nuove idee, nuove occupazioni. Migliaia di persone da anni delegano agli spazi sociali già esistenti il proprio bisogno di libertà e non colgono la possibilità di aprire nuovi percorsi di autorganizzazione e autogestione. In prima persona è necessario che tutti si mettano in gioco. Di luoghi dimessi e abbandonati la città è piena. Ridare senso al vuoto in cui sono stati relegati si può fare, fa bene ed è anche bello. Da qui occorre ripartire: non può essere la paura della repressione a farci abbassare la bandiera dell’immaginazione.

Ritroviamo la forza per urlare nuovamente tutti insieme: NO PASARAN

XM24

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25 Novembre 2008 – Assemblea Ri/Creativa contro la Violenza su donne e lesbiche

November 24th, 2008 by AndyCapp


Il 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

A Bologna le ragazze, le donne, femministe e lesbiche si riuniscono in Piazza Nettuno in un’assemblea pubblica all’aperto sul tema della violenza maschile.


Assemblea:

uno scambio di esperienze,
analisi, lotte e pratiche
delle donne, femministe e lesbiche
associazioni, reti, collettivi
a livello locale e nazionale…

Sulla testa:
Mostra della Organizacion
Femenina Popular colombiana

La Ri/Creazione:
spazio all’arte, performances di giocoleria,
letture, canti…e le Mondine!




CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SU DONNE E LESBICHE
ASSEMBLEA RI/CREATIVA
25 NOVEMBRE 2008
ORE 16.30
PIAZZA NETTUNO -BOLOGNA

Assemblea Cittadina Femminista e Lesbica

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Sta bunen

November 16th, 2008 by AndyCapp

E’ sempre brutto quando un Amico se ne va
E piu brutto ancora quando sei lontano, overseas diciamo noi
E stupido lo so, perche non ci potevo micca fare niente, ma mi sento impotente, stupidamente lontano, intimamente colpevole
Te sei andato quietamente, in un battito di ciglia, senza distubare nessuno, con quella quieta discrezione e bonta che e sempre stata tua.
Se l’inconsolabile puo essere consolato,  ci consola sapere che te ne sei andato stando vicino alla persona che piu hai amato nella tua vita e facendo quello che amavi fare.
Per quelli come te sappiamo che c’è un posto migliore, un bar dove il bere non si paga e non fa male,
Aspettaci la, e per favore, non esagerare con le bazzighe…
Ci mancherai tantissimo, riposa in pace.

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Il cimitero dei consulenti (AKA la bellezza dell’ IT in Italia)

November 14th, 2008 by AndyCapp

Repost, con amore dedicato a Giuseppe Cubasia

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Oggi voglio fare un giochino tipo SecondLife, che va tanto di moda.

Immaginate di essere un qualcuno come me, un informatico di professione, che lavora nell’ IT da poco più di dieci anni.
Non sono un fenomeno, ma insomma un qualcosa l’ho fatto in carriera.
Un bel giorno per motivi vostri, siete stanchi, volete avere 14 mensilità e la mutua, vostra moglie è incinta, ecc decidete di abbandonare la libera professione è di mettervi sotto padrone.
Partiamo dal presupposto che una figura del genere ha un pregresso, che gli permette di campare: in primis un parco clienti e poi un reddito più o meno assodato, facciamo per non esagerare in un senso o nell’altro, pari ai 27000 euro anno come da studio di settore, grosso modo pari ad un 40/45000 euro di fatturato.
Vi preparate un bel CV, lo guardate e magari pensate che non dovrebbe essere complesso trovare un lavoro da qualche parte, come sistemista senior o security manager o anche it manager in un ced di medie dimensioni.

Dopo di che andate a vedere cosa offre il mercato IT in Italy.
Se come me abitate in una piccola città come Bologna noterete subito che qui grosse realta aziendali sono poche anzi pochissime…10/15 forse le SpA che hanno un loro CED interno, il resto sono ditte da 15/20 dipendenti.
Poco male, perchè magari siete anche disposti a trasferirvi.
Iniziate la riffa della ricerca di un posto di lavoro, da buon informatico ovviamente sui siti specializzati (userò monster come esempio)
Prima pugnetta: la percentuale di assunzioni rispetto ai contratti co.co.pro è risibilmente bassa.
Ora io non ho nulla contro i co.co.pro in sè, anzi se usati come dovrebbero sono senz’altro un interessante strumento per creare posti da un lato e abbassare il costo del lavoro dall’altro.
Il problema è che l’italica furbezza li ha trasformati de facto in un alternativa sleale all’assunzione, e nel 90% dei casi chi lavora a progetto non lavora su di un progetto, ma si fa le sue belle otto orette come un qualsiasi TI in ufficio.
E’ un modo illegale e vergognoso di sfruttare le persone, ed una biechissima maniera di scaricare i rischi d’impresa dall’azienda al lavoratore.
Se poi non bastasse, la diffusione a macchia d’olio di questi contratti (o meglio dell’uso che di tali contratti si fa) da un lato riempie di occupati le statistiche ministeriali, dall’altro induce chiaramente una recessione, in quanto nessuno può pianificare, senza la certezza del lavoro, investimenti nel medio/lungo periodo (una casa ad esempio, ma nemmeno un automobile se non sapete che farete tra 4 mesi)…se poi volete ridere provate a chiedere un mutuo sventolando un contratto a progetto.
La mobilità del lavoro, già scarsa in italia per un mercato immobiliare che ha del ridicolo è ancora più frenata dal precariato: personalmente mi avevano offerto un bel lavoro in quel di Roma: contratto a progetto durata un anno…e la casa? Che avreste fatto voi ?
Si suppone che alla bella età di 36 anni non viviate sotto un ponte o dalla mamma…vendete la vostra casa per comprarne una in altra citta? Disdicete il contratto d’affitto della vostra per affittarne una nell’Urbe ? E se tra un anno il progetto non è rinnovato che fate? Andate davvero sotto un ponte.

Ma torniamo un attimo agli annunci in se: il tipico annuncio qui è

Azienda giovane leader nel settore cerca $blblaba
Skill richiesto $fuffafuffa
Si offre contratto a cocopro/tempodeterminato/tempo indeterminato
Retribuzione adeguate alle reali esperienze capacità del candidato

Vi sorgeranno spontanee alcune domande

  • Chi cazzo siete ?
  • Cosa diavolo dovrei fare?
  • Lavoro da voi internamente o mi rivendete a $pippo ?
  • Quanti soldi pensate di darmi ?

Se pensate che la stia buttando in ridere, quardate un esempio reale

Se invece di ridere volete piangere e sbattere la testa nel muro questo è un esempio di annuncio in Inghilterra

Additional Information
Località: E149TU
Contratto: Full Time, Tempo Indeterminato
Codice Riferimento: SG27594A5
Categoria Professionale: Information Technology
Stipendio: 35,000.00 – 47,500.00 GBP /anno
Bonus + Bens

Magari non vuole dir nulla, per carità, ma se non altro vi potrebbe evitare di fare un bel viaggetto a Roma o Milano per sentirvi offrire 1500 euro al mese lordi in cocopro (e ho sentito ben di peggio).

Altra carinissima abitudine tutta made in Italy: le vostre richieste scompaiono nel nulla…
Magari no, ma magari avete aspettative, magari altre alternative, magari anche chissà, un etica del lavoro; e state lì ad aspettare una risposta, anche negativa…
Zero, niente, nulla…fagocitati da un bel database (che non si sa mai) i vostri CV si dissolvono misteriosamente.
Abbiamo parlato sopra dell’Inghilterra, questa è ua cortese risposta di rifiuto, mandata dopo tre giorni tre, non dopo sei mesi, di una ditta francese

Monsieur,

Nous avons bien reu votre candidature et sommes sensibles l’intrt que vous manifestez pour Unilog.
Aprs avoir examin avec attention votre dossier, nous avons le regret de vous informer que nous ne pouvons lui donner une suite favorable, notre choix s’tant port sur d’autres profils correspondant plus prcisment ce que nous recherchons.
Ceci ne remet nullement en cause la qualit de votre profil et nous vous souhaitons d’aboutir rapidement dans vos dmarches.
Nous vous prions de croire, Monsieur, en l’expression de nos sincres salutations.

In ultimo chiuderei con i prezzi.
Conseguenza sia della scarsa importanza che si da alI’IT nel Bel Paese sia di un mercato fortemente inquinato e dai mille passaggi (altra conseguenza della sparizione delle assunzioni dirette) gli stipendi sono molto, molto più bassi della media europea.
In una prestigiosa università romana mi sono stati offerti 30000 euro all’anno per un posto da sistemista senior, che fanno grosso modo 18000 netti (senza pensare che se poi il contratto non viene rinnovato il vostro vecchio parco clienti è già andato in marina)
Durante un colloquio per un posto di IT Manager in una nota SpA del bolognese, non dico che quando ho chiesto 40000 euro lordi siano svenuti, ma poco ci è mancato.
Ma ho visto di molto peggio, una ditta di Imola mi ha offerto 90 (non è un errore novanta) euro al giorno per tenere un corso di Linux di otto ore !!
E potrei continuare, come molti colleghi potrebbero dirvi.
All’estero in posizioni analoghe, stipendi nell’ordine dei 50/60000 euro e assunti sono la normalità.

Insomma, precarietà, incompetenza e prezzi bassi; che dovete fare alla fine ? Accontentarvi no, primariamente perchè scendere a compromessi fa solo il gioco di chi vi vuol sfruttare e secondariamente perchè se si cambia lavoro questa scelta deve essere migliorativa, non peggiorativa.

Non ho una vera risposta, ma la triste sensazione che, a meno di emigrare, non ci resti che rimanere consulenti a vita, fino all’andare a testa bassa verso il cimitero dei consulenti, come i buoi di Tonino Guerra

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