Quello che ti scrivono prima di incularti

Un mucchio di gente si suicida o tenta di farlo (e tra questi anche amici, parenti, conoscenti). Ci si suicida nei momenti bui, quando si è depressi, infelici, quando tutto sembra andare storto e non si riesce a vedere una scappatoia, a immaginarsi giorni migliori… Allora nella disperazione di dover affrontare un altro giorno buio uno svuota un tubetto di pillole, si appende ad un lampadario, si apre un paio di vene, si tira un colpo, vola giù dal balcone (e no, buttarsi dal balcone non funziona troppo bene, cercate qualcos’altro per favore. Personalmente consiglierei un cocktail di tecniche miste tipo: barbiturici + cappio + vene… giusto nel caso uno fallisca).

Io, che notoriamente non ho grossi istinti suicidi, quando marca davvero male mi rintano a rognare sotto il piumone (si ok, chi mi conosce bene sa che io vivo sotto il piumone, indipendentemente dallo stato d’animo), mi stramazzo fisicamente in qualche attività sportiva, mi rifugio in mondi paralleli e irreali, e mi dedico ad eccessi vari in genere. Vebeh, io sono notoriamente abbastanza resistente…  ma soprattutto ho una mia personalissima teoria:

Credo però che il momento giusto per suicidarsi non sia mai quello più tetro, bensì quello di massima felicità. Quando afferri il momento perfetto, quando il rantolo della tua anima si è trasformato in un respiro leggero, quando non c’è null’altro che ti possa rendere più felice se non quel “qui e ora”. Quando l’universo intero inizia tra le tue mani e finisce poco più in là. Allora quello è il momento in cui uno dovrebbe morire (o eventualmente suicidarsi). Perchè l’attimo dopo non sarà che un piccolo eco di quell’istante e perchè il giorno seguente sarà troppo tedioso da affrontare. Prendi il coltello e tagliati le vene lì, o se sei molto fiducioso puoi provare e chiedere a qualcuno di sopprimerti o al tuo dio di farti ascendere al volo. Ma molto probabilmente gli amici alla meglio ti ignoreranno (alla peggio chiameranno la neuro) e il tuo dio, ammesso che esista, sarà, come sempre, troppo occupato per darti retta.

Io avrei dovuto morire un venerdì.

PS: non salvate i suicidi, sanno quello che fanno. Se qualcuno vuole ammazzarsi, è probabile che abbia dei buoni motivi, lasciatelo fare, è una scelta personale. E comunque se davvero volevano ammazzarsi, lo rifaranno… perchè rendergli la cosa difficile?

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