Straniero è una parola pesante

Prima di partire ho fatto, come tutti credo, il giro dei posti e delle persone a cui tenevo.
La Mamma, offrendomi un Campari, mi ha detto: “Adesso Max, anche tu imparerai che straniero è una parola pesante. Capirai quanto è pesante dopo che lavori, che paghi tassse, che figli nascono e studiano qui, capirai che dopo tutte le cose che fai tu sei solo straniero”

Ho aspettato cnque mesi prima di scrivere la sue parole (un po per lo stupore di un kossovare che offre da bere ghghghg) per rendermi conto se si davvero fosse vero.
Ed è vero, sei straniero nei pub e nei bus, sei straniero quando affitti una casa, sei straniero sempre comunque ed ovunque.
Non importa sei fai il manovale, lo spazzino, il DJ, l’ingegnere: se bevi insieme, se parli di calcio, se paghi il tuo round: voltate le spalle torni subito a fucking Italian.

E prima di tornare un’altra straniera, la mia manager portoghese, mi ha chiesto se fosse la prima volta che tornassi a casa.
“Starai male, perchè è naturale che tu ti aspetti festi, sorrisi e gente contenta di vederti”
Ed io ristetti
“Quanti ti hanno telefonato in 5 mesi?”
“…”
“Un sms?”
“…”
“Tu ha fatto la tua vita, loro la loro…non ti aspettare niente di niente, non ti aspettare amici all’aeroporto, non ti aspettare inviti e tempo libero…avrai solo oglia di tornare qui, ed in fretta”

Non so se ci sia un senso od una morale, ma stavolta non ho duvuto aspettare cinque mesi per scriverlo

8 comments to Straniero è una parola pesante

  • sante parole…
    lo sapevo anche prima di partire, ma dicevo “no, no, no…”
    invece…

  • tafazi

    vecchio e’ dura vivere in quella condizione illusoria in cui credi che la tua personalita’ possa attrarre le curiosita’ del prossimo. io sono disincantato da anni e vivo col supporto di chi e’ riuscito concretamente ad entrare nella mia vita. disincantati e poniti problemi di altra rilevanza

  • @tafazi: vecchio, grazie del consiglio, magari un giorno o l’altro ci provo.
    Vedi, il fatto è che queste persone erano nella mia vita, ma poi, probabilmente, quando si fanno scelte come la mia, le vite vanno avanti, si separano.
    Niente di male in questo, mette solo un po tristezza constatarlo sulla tua pelle.

  • mmhhh non sono d’accordo.
    sono stata all’estero un anno e mezzo.. forse non è abbastanza per il verificarsi di quelle situazioni..
    ma onestamente non solo non mi sono MAI sentita straniera, discriminata, ecc… problemi dell’essere straniera nascono essenzialmente da me quando non capisco “che stanno a dì”
    MA ANZI!!
    prima di partire non pensavo! non lo avrei mai pensato!
    credevo che avrei cercato di assomigliare il più possibile a loro.. credevo che avrei preferito stare zitta per non far capire che ero “forestiera” (perchè al contrario di noi italiani, in inghilterra gli “stranieri” li chiamano “forestieri”, mentre “straniero” ha tutt’altro significato).
    invece mi sono ritrovata ad essere ben fiera di dire di dov’ero quando mi veniva chiesto.. li esortavo anche a concentrarsi sul mio accento.. ho trovato nella gente una sorta di invidia e ammirazione per quel paese “esotico” da cui vengo (certo, nei pregi e difetti di ogni nazione, pochi si sposterebbero da dove sono nati)..
    intorno a me ho trovato sorrisi.. magari anche gente divertita nell’aiutarmi..
    ostilità? sì, anche quella, ma non più di quella che riservano alcuni per gli stessi connazionali.
    case? ne ho cambiate 3 e non ho dovuto pregare nessuno per farmele dare in affitto. come si suol dire, “cotta e magnata”, cioè scelta quella che mi piaceva e firmato contratto.
    problemi li hanno anche lì gli extra-comunitari e chi non ha un lavoro documentabile. come qui in italia del resto.

    e per quanto riguarda i rapporti con i “vecchi amici italiani”.. penso che il ragionamento giusto da fare sia: ..e quanto li hai cercati tu? se non li cerchi rischi di passare per quello “che se la tira” o che si sente superiore o che ha nuovi amici e non s’interessa più dei vecchi.
    non so se può essere il tuo caso..
    è un rischio.. e ci stavo cadendo anche io.. poi ho rimediato.. è vero, ognuno segue il corso della propria vita, ma secondo me è chi va via che deve impegnarsi di più a tenere i contatti per far capire che c’è sempre.
    magari non ho colto il significato di quanto avevi detto..
    ciao!

  • @silvia grazie per il tuo commento, provo a risponderti

    casa: a parte le troi^^H^Hcatapecchie che provano a rifilarti, ho preso una csa, quella dicui vedi le foto qui: siccome non sono inglese hanno preteso 6 mesi 6 d anticipo (ed sono comunitario, ho un ontratto a tempo indeterminato ed il mio stipendio è un filo di più di QUATTRO volte l’affitto mensile)

    donne: ma non ne parliamo neanche se non parli inglese

    banca: puoi aprire (da comunitario ma non inglese) un conticino senza carta di credito (solo di debito) valida SOO in UK ed internet puoi acquistare SOLO da siti UK

    generale: non prenderla male, ma se sei donna, sei nei late 20s e di mestiere fai la hostess, è MOLTO difficile che tu non sia acettata in società 😉

    Però non sto male, per carità, in Italia siamo molto ma molto peggio…ma mi premeva sottolineare che la cultura del “diverso” anche qui c’è, e parecchio

    Discorso amici, credimi, li ho cercati e non poco, ma lasciamo stare va…
    Una che mi ha scritto giorno per giorno “sei il mio migliore amico e di piu, vengo su con te” mi ha paccato due sere su due
    Il ragazzo con cui sono cresciuto insieme non ha trovato un giorno per farmi vedere la nuova casa “sabato ho gente, scusami”
    Una tipa ha detto non voglio perderti, sei speciale e ha referito non vedermi :)
    Un altra che “si doveva organizzare” non si è degnata di farsi viva e si vergogna cosi tanto che neppure mi ha chiesto scusa
    E se voi vado avanti
    Se legge, solo il DD (che non molla mai e che è quello con più impegni e che è stato con me l’ultima sera) mi ha almeno chiesto sue cose in più di “come va? e l’ingelse?”…tu sai chi sei, grazie vecchio

  • mah che devo dirti..
    sulle case, come detto ne ho cambiate tre, il massimo che mi hanno chiesto di caparra è stato una mensilità. una volta l’ho presa con agenzia che ha voluto anche un’assicurazione di £60 (niente di che). il prezzo max che l’ho pagata è stata 200£, in condivisione certo, ma certe case grandi..
    con l’agenzia ci rimetti sempre, ragion per cui solo una volta vi sono ricorsa e solo per pigrizia.
    sicuramente tu ti sei rivolto in agenzia e per il resto allora si vede che a londra è molto diverso. forse perchè hanno talmente tanti stranieri di passaggio che hanno imparato a non fidarsi. liverpool probabilmente avendo pochi turisti in confronto, è più vivibile.

    banca: avevo solo carta di debito, perchè per quella di credito usavo quella italiana, però il primo mese che sono stata trasferita in italia ho usato quella inglese al bancomat che era l’unica con i soldi.

    donna: se il mio essere donna mi porta questi vantaggi… allora la devo aggiungere alla lista dei vantaggi che si hanno ad essere donna 😉 e dire che un mio amico l’altro giorno non ci credeva che qualche vantaggio ci fosse! 😉

    amici: “paccare” significa “dare la sòla”? bè se le cose sono andate così, allora mi viene in mente che sono delle M…
    in questi casi penso: meglio perdervi che trovarvi! non mi meritate!
    :-)

  • @silvietta 200 ????? Credo che tu intenda una camera! Btw qui con 200 forse ti danno la casetta degli attrezzi in cortile.
    La camera l’ho avuta anche io, 400£ da privati
    La casa la pago 700 (piu bills e council tax)

  • non spaventarti, morena è il mio nuovo nome.
    bè, liverpool è economica.. se scegli londra come la massa devi accettare il prezzo della concentrazione 😉
    cmq hai ragione, ho detto 200 senza dare un riferimento.. (quella dove sono stata più a lungo, addirittura 150) il max che pagavano i miei colleghi per equivalenti, è 250.. per dire.. mi hanno fatto prezzi buonissimi. nonostante l’italianità.
    ovviamente non tutta la casa, ma come ho detto, in condivisione, cioè camera (più o meno ampia) e tutto il resto in condivisione. ma non topaie, bensì case o nuove, o appena restaurate, o gigantesche, con elettrodomestici ancora impacchettati o che ho fatto comprare io..
    forse è londra ad essere ostica..

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