Nel centro di Seattle non si perde neanchè un bambino

Olè, dopo aver accresciuto la ma collezione di cavi AC transformer (comprare adattatori si diventa stronzi, in tutto il mondo, i cavi ce li hanno anche i cani, in tutto il mondo) eccomi qui pronto a postare.

Dopo un mesetto di Londra sono più o meno felicemente sbarcato a Seattle, WA.

Che dire? L’America è proprio come te la immaginavi, grande grande, tutta efficentissima, pulitissima; sembra che la lavino ogni mattina…ma non è fresca e naturale come l’Alessia, che sembra sembra sempre appena uscita dal bagnetto.
E’ un fresco finto, come passata con un fazzolettino imbevuto di profumo, sembra tutto un po’ plasticoso…
Anche un po palloso, se volete…o forse noi che siamo provinciali ci piace molto l’atmosfera del paesino, della pancia del quartiere-mamma che ci accoglie e ci protegge; io stesso sento qui la mancanza di Londra, dove ho il mio vinaio, la gente che mi saluta nei “miei” pubs (sono inglese, posso declinare gh),  dove ad ogni angolo posso sventolare la mia ostrichetta ed essere ovunque in qualche minuto, dove so che tornando a casa farò le solite chiacchere banali con le mie flatmates, dividendo un paio di bicchieri di vino ed una sigaretta…in fondo casa è dove si coltivano le proprie abitudini.

Anche gli ‘mericani sono come ce li hanno raccontati i film, solo più stereotipati…grassini, vestiti che in Italia li lascierebbero fuori da un bagno a Marina e a Londra forse qualcuno si girerebbe a guardarli (tipicamente tshirt, braga corta e sandalo, senno a peggiorare verso il basso), bevono cose che dio li perdoni (anche se onestamente se l’alternativa è la root beer ben vengano i softdrink), guardano tanto baseball alla TV.
Cortesini, salutano più o meno tutti, ma come se glielo avesse detto il dottore…ancora, perdonatemi, non è la cortesia onesta e culturale che c’è da no^H^H^H in UK…e poi sta confidenza esagerata verso tutto e tutti boh…sto in una suite di un Hilton…vi assicuro che in italia (e suppongo in europa e lo dico per cognizione di causa) in un albergo da 400$ a notte un portiere non vi dice quando rientrate con i sacchetti dello shopping “hey vecchio, mi hai portato qualcosa? vino e salatini ci starebbero bene” e che un barman, anche se inattivo, non sghignazza piegato in due guardando South Park…oh mica che ci sia nulla di male nel fatto in se…ma fa un po’ strano.

Sui bilanciai….molto bello, tutto molto dress to impress, tutto molto perfetto ed efficente…tra le hits (seguiranno foto) le cucine ad ogni piano (12 o 15 direi, abbiamo tre palazzi qui) ed i distributori di mandorle salate e M&M, la chill room con hockey, biliardi, PSx, un paio di flipper (Wiz fotografo, giurin giurello), schermi giganti ed il venerdì free beer per tutti (dagliene!!)

Ultime righe per giustificare il titolo…nella noia e pulizia generale (e nella solitudine, non dico a Londra dove spingi per camminare, ma alla Bolognina c’è molta più gente per strada) davvero non si perde nemmeno un Danieli (che è riuscito a perdersi anche a Reggio Emilia ed ad Ashford)…passi la 1th ,poi la 2th alla 3th giri a destra e sei arrivato…fico!

FOTINE

La mia monastica cameretta ad Ashford

La Space Needle dalla mia finestra

Un po di skyline all’alba

La lounge room della mia suite

LR due, la vendetta, con la cucina sullo sfondo

Cucinetta (as fa par dir) con lavastoviglie (il tostapane obbligatorio non si vede ma c’è)

Bedroom uno

Bedroom due (che ci crediate o no, ogni cuscino ha una consistenza diversa)

La supoer sveglia, con i generi musicali (e si noti il canale AUX per il vostro lettore mp3…questa la devo comprare)

3 comments to Nel centro di Seattle non si perde neanchè un bambino

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